Tra le concessioni richieste dalla commissione europea a Lufthansa per avere l'approvazione dell'acquisizione di ITA Airways c'era il passaggio di un numero non trascurabile di slot verso altri vettori per gli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino. Questa misura è stata richiesta per proteggere la “concorrenza” su questi scali, in chiusura aggiungo la mia opinione su questo punto. Un'occasione troppo ghiotta per easyJet che non se l'è fatta sfuggire.
easyJet Rileva Gli Slot Ex ITA Airways e Lufthansa a Milano Linate e Roma Fiumicino
Sarà la britannica easyJet a rilevare gli slot lasciati liberi da ITA Airways e Lufthansa per quanto riguarda il breve raggio sugli scali chiave di Roma Fiumicino e Milano Linate. La compagnia aerea low-cost è stata individuata come il vettore che andrà a colmare questo vuoto per preservare la competitività.
A partire dalla primavera 2025 easyJet andrà ad aggiungere 8 nuovi aerei a quelli già posizionati a Roma Fiumicino e Milano Linate. Questi 8 aerei porteranno il totale degli aerei di base nel nostro paese a 38 unità, con un aumento della forza lavoro del vettore di 300 unità circa.
L'Italia è un mercato strategico per la easyJet, ma aggiungerei per qualsiasi vettore estero, dato che come volumi di traffico e ricavi è secondo solo a quello inglese. Chiaramente questa era una occasione da non lasciarsi sfuggire per la low-cost britannica che stringe ancora di più la morsa su Milano potendo offrire un numero superiore di voli da Linate, avendo già una presenza fortissima su Malpensa. Contemporaneamente aumenta anche la presenza a Fiumicino dove aumenteranno i voli con annunci che sicuramente arriveranno a breve.

Un Paese Sempre Più In Mano Alle Low-Cost
Non mi entusiasma questa soluzione. Comprendo che bisogna salvaguardare la competitività e le alternative offerte ai viaggiatori ma oramai abbiamo dato in pasto alle compagnie low-cost il mercato italiano. Che poi ci sarebbe da fare un appunto, low-cost si riferisce ai costi affrontati dalla compagnia non i prezzi offerti ai passeggeri. In troppi casi ci troviamo a pagare somme astronomiche per collegamenti nazionali proprio con compagnie low-cost che più volte offrono meno tutele di quelle di una compagnia full-service come una compagnia di bandiera.
Purtroppo questo passaggio di slot conferisce ulteriore potere alle compagnie low-cost, che controllano sempre di più il traffico in ingresso e in uscita dal nostro paese. Non sono neanche particolarmente entusiasmato dalla decisione di vendere alla Lufthansa una compagnia aerea che, dopo i disastri Alitalia, funzionava. Speravo in una soluzione che potesse affiancare un partner strategico non così ingombrante che può tappare le ali alla futura crescita. Speriamo però per il futuro e che tutto questo sia per il meglio.

