Dalla trimestrale del Q1 2026 di NorseAtlantic si evince che la compagnia aerea sta ancora facendo davvero tantissime difficoltà. Per di più, si inizia a parlare della possibilità di fusioni oppure di una vendita.
In questo articolo:
- NorseAtlantic: le difficoltà continuano nel Q1 del 2026
- Wet Lease e Charter – Ciò che tiene a galla la compagnia
- In arrivo altre mosse di riduzione dei costi
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NorseAtlantic: le difficoltà continuano nel Q1 del 2026
| Metrica (Valori finanziari in milioni di USD) | Q1 2026 | Q1 2025 | Variazione su base annua (YoY) |
| Ricavi Totali | 160.3 | 125.3 | +28% (+66% a livello sottostante) |
| EBITDAR | 5.8 | 15.0 | -61.3% |
| Risultato Operativo Netto (EBIT) | (13.1) | (5.2) | Perdita aumentata del 151.9% |
| Utile/Perdita Netta | (24.0) | (14.9) | Perdita aumentata del 61.1% |
| Fattore di Carico del Network Proprio (Load Factor) | 98% | 92% | +6 punti percentuali |
| Ricavo Totale per Passeggero | $479 | $339 | +41.3% |
Partiamo dalla metrica che può essere più fuorviante di tutte nella trimestrale del Q1 2026 di Norse Atlantic, ovvero le entrate.
La compagnia aerea ha incrementato le entrate del 28%. Tuttavia, questo incremento è principalmente attribuibile non al core business della compagnia aerea, ma alle attività di wet lease e charter in cui si è avventurata negli ultimi 18 mesi.
Ciò che è più preoccupante, invece, è l’incremento delle perdite messe a segno nel Q1 del 2026 rispetto al 2025. Lo scorso anno l’EBIT era -$5,2, mentre quest’anno si è scesi a -$13,1 milioni.
Questo poi si traduce ad una perdita netta, che è peggiorata del 61% a -$24 milioni, scesa dai -$14,9 milioni di dollari dell’anno scorso.

Le metriche positive che troviamo nel report sono quelle riguardo al load factor, ovvero al fattore di carico, e alle entrate per passeggero. Entrambi questi valori sono saliti rispetto all’anno scorso.
Tuttavia, va sottolineato come il fattore di carico sia una metrica un po’ ingannevole. La compagnia aerea ha infatti ridotto il numero di voli totali, che ha portato ad un incremento artificiale del fattore di carico.
Il fattore esterno che comanda e mette sotto pressione la compagnia aerea è, senza dubbio, quello del costo del carburante, che è salito in maniera sostanziale nel Q1 del 2026. Il carburante è proprio la ragione principale per cui la Norse Atlantic non è riuscita a migliorare la propria posizione finanziaria o la traiettoria. È anche la ragione principale per cui il futuro non sembra alquanto roseo.
Wet Lease e Charter – Il dual business model che tiene a galla la compagnia
Ciò che sta tenendo a galla la compagnia in questo momento, particolarmente difficile, è il cambio di strategia con un allontanamento dal modello di business a lungo raggio low cost.
Norse Atlantic, per sua fortuna, da diversi mesi ha iniziato ad offrire servizi di white list e charter, che hanno aggiunto una seconda gamba alle entrate della compagnia.
Principalmente le attività di wet lease si concentrano attorno alla Indigo Airlines, compagnia a cui la Norse Atlantic affitta con equipaggio parte dei propri Boeing 787, permettendo alla compagnia indiana di effettuare voli verso l’Europa.
Abbiamo visto, però, in passato anche la Norse Atlantic dare una mano affittando i propri aerei in wet lease anche a compagnie italiane come la Neos.
Questa seconda gamba, su cui poggia il doppio business model della Norse Atlantic, ha portato un successo decisamente migliore rispetto alle operazioni di volo low cost.
| Metrica del Segmento | Q1 2026 | Q1 2025 | Variazione su base annua (YoY) |
| Ricavi ACMI e Charter | USD 47.4 milioni | USD 28.8 milioni | +64.6% |
| EBITDAR del Segmento | USD 16.0 milioni | *Non isolato esplicitamente | N/A |
| Margine EBITDAR del Segmento | 33.8% | N/A | N/A |
| Voli ACMI Completati | 645 voli | 467 voli | +38.1% |
A fine Q1 del 2026, la Norse Atlantic ha a disposizione ancora una flotta di 12 aerei in totale. Questi sono spartiti in due parti tra le operazioni di volo low cost e le operazioni di charter e wet lease, principalmente affidando gli aerei alla indico.
Come potete immaginare, sei aerei sono davvero pochi per una compagnia aerea a lungo raggio anche se low-cost.
In arrivo altre mosse di riduzione dei costi – salveranno la compagnia?
Solo qualche settimana fa, prima ancora che venisse rilasciato il report del Q1 2026, la Norse Atlantic aveva annunciato una nuova tornata di riduzione dei costi, battezzata “Project Falcon”. Un annuncio che, di per sé, era abbastanza sospetto, non lasciando presagire nulla di buono per la trimestrale.
La situazione non appare affatto rosea e questa sensazione viene confermata dal fatto che la compagnia ha dovuto reperire ulteriori 110 milioni di finanziamento per migliorare la propria posizione finanziaria. Ad alimentare vettorialmente i dubbi: c’è la voce riguardo il possibile interesse della compagnia a cercare una compagnia con cui fondere oppure a cui vendere le proprie attività.
Esisterà ancora a lungo la Norse Atlantic?

