Il panorama dell’aviazione europea è cambiato moltissimo negli ultimi 25 anni e continua a mutare tutt’ora. Consolidamento è stata la parola chiave dell’ultimo quarto di secolo per quanto riguarda i vettori del vecchio continente, come d’altronde lo è stata anche negli USA. Questo processo, pur coinvolgendo molti vettori nel continente, ha curiosamente trascurato una manciata di compagnie aeree che, ad oggi, rimangono i pochi vettori indipendenti che cantano fuori dal coro.

Consolidamento il Mezzo Per Rimanere Competitivi A Livello Mondiale
Lo scenario attuale dell’aviazione europea è basato, giustamente a mio parere, sull’idea che le compagnia di bandiera dei singoli stati, prese indipendentemente, non possono essere competitive contro colossi del calibro di Emirates, Qatar Airways o Singapore Airlines, solo per citarne alcuni.
Di conseguenza, le compagnie aeree europee per rimanere competitive si sono trovate costrette a unire le forze con fusioni e acquisizioni. Queste hanno quindi formato i tre grandi gruppi che dominano il mercato dell’aviazione europea oggi (Lufthansa, Air France-KLM e IAG). L’evento che palesato esattamente quanto fossero piccole e deboli le singole compagnie aeree nazionali è senza dubbio l’11 settembre.

L’11 settembre 2001 ha scatenato un vero e proprio effetto domino tra le compagnie aeree europee, esattamente come contestualmente avveniva negli USA.
Prima del 2001, l’industria dell’aviazione europea era estremamente frammentata. Ogni stato aveva la propria compagnia di bandiera, con gran parte classificabile come vettore di medio-piccole dimensioni. Uno scenario in cui questi tanti vettori competevano l’uno contro l’altro per passeggeri, con ben poche sinergie e partnership. I sussidi statali, ancora in essere, permettevano di tenere a galla compagnia aeree anche se in perenne passivo. Tutto però è cambiato in seguito ai tragici eventi del 2001. Molte di queste compagnie aeree semplicemente non sono riuscite a reggere l’urto e adattarsi ad una realtà improvvisamente mutata, altre hanno dovuto ridimensionarsi massicciamente, mentre altre ancora (con maggiore lungimiranza) hanno fatto ricorso a fusioni per ridurre i costi e aumentare la competitività .

Tra le compagnie aeree nazionali che non hanno retto l’urto con la nuova realtà post-2001 troviamo vettori come: Swissair o SABENA (Belgio) o Olympic Airways (Grecia). L’esempio principe di compagnia che ha continuato ad operare senza però mai riprendersi lo troviamo in casa nostra: l’Alitalia, poi eventualmente diventata ITA Airways. Infine, elencando i gruppi che sono nati attraverso le varie fusioni e acquisizioni troviamo:
- Gruppo Lufthansa
- IAG
- Gruppo Air France-KLM
Sono però rimaste fuori da questo valzer un di fusioni e acquisizioni, che hanno caratterizzato gli ultimi 25 anni di storia dell’aviazione europea, una manciata di compagnie aeree. Approfondiamo quali sono e quale potrebbe essere il loro futuro.

Le Compagnie Aeree Europee Tutt’ora Indipendenti – Perché e Quale il Loro Futuro?
Abbiamo trattato sul come siamo arrivati all’attuale stato delle cose. àˆ il momento di passare a parlare di questi highlander dell’aviazione europea.
In questo articolo prendo in considerazione le sole compagnie aeree full service (non le low-cost per intenderci). Perché? In linea di massima le compagnie aeree low-cost è raro che formino sinergie tra di loro. Tendono ad operare in autonomia cercando di espandere la presenza sul mercato in senza fusioni o acquisizioni.
Sono 2 o 4 a seconda dei punti di vista (spiegherò più avanti perché), le compagnie aeree ancora indipendenti del panorama dell’aviazione europea:
- Air Europa
- TAP Air Portugal
- Finnair
- LOT Polish Airlines

Di quelle elencate, le due che sono totalmente estranee ad alcuna affiliazione con i principali gruppi europei sono Air Europa e TAP. Finnair e LOT, invece, pur essendo indipendenti in termini di governance hanno una qualche forma di affiliazione con uno dei 3 grandi gruppi.
Snocciolando l’attuale situazione di ciascuna compagnia, Air Europa è stata molto vicina ad entrare a far parte della IAG negli ultimi 12 mesi. Il gruppo guidato da British Airways e Iberia aveva la chiara ambizione di rendere la propria posizione dominante nella penisola iberica ancora più forte acquisendo l’altro importante player dei voli Spagna-Sud America. Tuttavia, l’accordo non ha avuto un esito positivo. IAG non ha accettato le concessioni e condizioni imposte dalle autorità antitrust della Commissione Europea e non se ne è fatto più nulla.

TAP Air Portugal è stata accostata a più riprese ai gruppi Air France-KLM e Lufthansa. Nonostante ciò, la compagnia di bandiera portoghese rimane tutt’ora indipendente dai principali gruppi europei. Lufthansa ha acquisito ITA Airways e Air France-KLM ha investito in SAS. Cosa vuol dire tutto ciò? Che queste due opzioni, perlomeno nel breve termine sono diventate impraticabili. Rimane l’opzione IAG che però è tutt’altro che ideale per un vettore di bandiera come TAP per un semplice motivo. IAG controlla già una compagnia aerea iberica molto più grande e importante, ovvero la Iberia.
Pertanto, se IAG dovesse rilevare TAP Air Portugal rischierebbe di diventare un vettore di secondo piano rispetto alla compagnia di bandiera spagnola. Qualcosa che difficilmente verrebbe ben accettato dal governo portoghese. Ecco perché delle 4 compagnie che ho menzionato TAP è quella che ha più probabilità di rimanere indipendente più a lungo.

Infine, concludiamo parlando delle due rimanenti: Finnair e LOT. Il vettore nazionale finlandese nonostante sia indipendente, come menzionato sopra, è affiliata in qualche modo al gruppo IAG. La compagnia aerea condivide la valuta del programma frequent flyer con Iberia, British Airways e Qatar Airways (Avios) e ha strette partnership con questi vettori. Pertanto, è difficile classificare Finnair come una compagnia aerea totalmente indipendente. Lo stesso vale per LOT. Il vettore polacco, in maniera analoga a Finnair, ha legami molto forti con la famiglia di compagnie aeree Lufthansa. Addirittura condivide lo stesso programma frequent flyer, ovvero Miles&More (al quale presto probabilmente aderirà anche ITA Airways).
Cosa ne sarà di queste compagnie aeree? Beh, per il momento non credo sussistano le condizioni per ulteriori consolidamenti nell’aviazione civile europea. Tuttavia, le cose potrebbero cambiare in modo significativo nel medio-lungo termine, per questo ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter per analisi e approfondimenti.
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